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Cittadinanza Onoraria a Beppino Englaro:domani in consiglio a Pisa.Ecco l’intervento del cons. Bedini (PdL)

9 giugno 2010 One Comment

ENGLARO CITTADINO ONORARIO: UNA FORZATURA IDEOLOGICA
A Pisa da anni si assiste a una serie ormai lunga di iniziative del Consiglio Comunale volte a dimostrare in modo sempre più risoluto che Pisa è una città simbolo del laicismo e del relativismo più sfrenati.

La proposta del Consigliere di maggioranza (in quota socialista) Giuliano Bani di conferire la cittadinanza onoraria di Pisa a Beppino Englaro non è un segnale nuovo nel panorama politico della città della torre pendente. L’iniziativa si va, anzi, a inserire in un solco relativista che questo Comune ha avviato già da tempo, ma si configura come un salto di qualità in senso negativo. Se i precedenti provvedimenti trovavano, infatti, un fondamento politico concreto, sia pure fortemente ideologizzato, con questa proposta si fa una vera e propria forzatura, cercando di attribuire la massima onorificenza di un’intera città un uomo che prima di tutto non ha nessunissimo legame con Pisa, e che poi, come unico presunto “merito universale”, ha quello di aver fatto la scelta che tutti conosciamo su sua figlia Eluana. È proprio una prova di forza imporre a colpi di maggioranza una posizione su un tema così delicato: vogliamo davvero fare di una persona che è stata, forse anche suo malgrado, assurta a simbolo dell’eutanasia, l’emblema del laicismo radicale che affligge la maggioranza che governa Pisa? Vogliamo davvero spaccare l’opinione pubblica cittadina in due con un’iniziativa che è smaccatamente una provocazione rivolta contro chi afferma idee e valori diversi.

Chissà se anche questa volta i cattolici del PD avranno il coraggio di tralignare dalla tradizione laicista di quel solco di cui parlavo, e che è stato avviato al tempo della giunta Floriani con l’istituzione del registro per le unioni civili (41 unioni dal 1998 a oggi, di cui soltanto 7 tra persone dello stesso sesso), per proseguire con il voto favorevole alla mozione per l’istituzione in città del registro DAT (72 iscritti). Un solco che il PD pisano ha continuato a scavare con il voto contrario alla mozione del PdL perché fosse garantita la presenza del crocifisso nei luoghi pubblici e con l’approvazione di una mozione di sostegno alla proposta di legge avanzata dalla parlamentare PD Concia che intendeva introdurre l’aggravante dell’orientamento sessuale nei reati contro la persona, penalizzando di fatto coloro che hanno un atteggiamento sessuale invece di un altro.

Ora stiamo per celebrare il trionfo di questa linea. Il dibattito dello scorso anno in Parlamento sulla legge relativa al testamento biologico ha rivelato chiaramente come nel PD ci siano posizioni esplicite pro eutanasia. E a Pisa? Eccoci al banco di prova.

Vorrei permettermi di offrire uno spunto di riflessione ai colleghi cattolici del PD, cui contestualmente rivolgo un sentito invito a votare contro la proposta del consigliere Bani. Il problema, nel dibattito sull’eutanasia, nasce da una domanda sbagliata. La questione non è: è meglio stare bene o stare male? Essere sani o precipitare nel coma? Perché è ovvio che, messe le cose in questi termini, chiunque risponderà: molto meglio vivere nella pienezza delle proprie facoltà e funzioni. Ci mancherebbe. La vera domanda è, piuttosto, un’altra: che cosa è lecito fare all’uomo di fronte a una malattia grave, a una menomazione, a un handicap, e a qualsiasi situazione di grave compromissione della salute? E anche: si può arrivare a ritenere che togliere la vita a qualcuno sia un bene, un’azione meritoria? Cioè, in sintesi: si può uccidere per pietà? Questa è la domanda giusta.

E la risposta che un cristiano deve darsi è che non si può uccidere mai una persona innocente, nemmeno se lei stessa lo desidera. Non c’è ragione al mondo che renda buona e meritoria un’azione simile. È in gioco il principio di “indisponibilità della vita”, che è un principio fondante della nostra civiltà, della nostra società, della nostra cultura, che è cultura della vita, non della morte. Tutta la nostra storia europea, la tradizione filosofica, etica (e anche quella cristiana, non c’è mica niente di male…), hanno imparato a carissimo prezzo quanto sia necessario e ineludibile fare proprio il rifiuto della cultura della morte.

La domanda che pongo è: esistono o no i “valori non negoziabili” del cattolicesimo di cui sentiamo spesso parlare ascoltando il Santo Padre e, recentemente, anche Presidente della CEI Cardinale Bagnasco? Io penso che esistano, e che in nome di questi si debba dire NO alla cittadinanza onoraria a Englaro.

Cordiali saluti,

Filippo Bedini

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One Comment »

  • Marco Puccinelli said:

    TEMPI DI CRISI
    Aprendo qualsiasi quotidiano, persino quelli sportivi, o ascoltando la radio o la TV, si hanno notizie sulla crisi economica internazionale, e su come i paesi europei stanno attuando manovre restrittive sul contenimento della spesa pubblica. Ogni giorni il consiglio dei Ministri, i vari consigli regionali provinciali e comunali, si riuniscono per trovare la possibiltà di ricucire i buchi economici che in questi anni sono lievitati.
    In tutti i paesi europei, la crisi economica costringe i vari governi ad emanare delle manovre molto restrittive, che comportano sacrifici non indifferenti da parte di tutti, si cercano di tagliare le spese superflue, tagliando le varie consulenze esterne, riducendo tutti i costi.
    Ma c’è un comune, quello di Pisa, che riunisce il consiglio, non per trovare una soluzione per la sicurezza dei cittadini -vedi la zona della stazione ferroviaria, o i parcheggi della città pieni di extracomunitari che ti assillano ogni istante- o per la viabilità del centro cittadino -la chiusura dei lungarni-, o per la non curanza dei giardini pubblici -la cittadella è un esempio di questa trascuratezza-, o la prostituzione sull’aurelia da Pisa a Viareggio, ma si riunisce per dare la CITTADINANZA ONORARIA A Beppino ENGLARO!!!!
    Si il Comune di Pisa, vuol dare la cittadinanza onoraria al padre di EMANUELA, alla persona che impedito alla propria figlia di continare a vivere, non dandogli più liquidi e cibo.
    Si, tratta a mio avviso di una persona che, avvalendosi del fatto che andava dicendo che non voleva veder più sua figlia nello stato comatoso-vegetativo, e che le volontà della ragazza erano state manifestate a suo tempo molto chiaramente, si è permesso con la compiacenza di giudici, di far morire un vita di sete!!!!!!! Si proprio così, Emanuele è morta di sete e di fame…..
    Spesso e purtroppo, mi trovo nelle condizioni di dover assistere malati terminali, la mia professione è quella del medico di famiglia, con i familiari che chiedono con molta umiltà di cercare di non far soffrire il proprio caro, ma non ho mai ricevuto una richiesta di eutanasia.
    Sono contrario all’accanimento terapeutico, ma sono altresì convinto che nessun uomo possa e debba decidere sulla vita di un individuo, di prendere la decisione di staccare la spina, moralmente e professionalmente non posso accettare questa evenienza.
    Dr Marco Puccinelli

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