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Noi, quattro gatti toscani interessati a un’alternativa civica e liberale per la nostra terra, abbiamo ancora uno specifico contributo da portare, fedeli a ciò che siamo sempre stati e a ciò in cui crediamo da sempre. Un contributo che consiste di quella nostra testarda volontà di contribuire a un nuovo spirito repubblicano, alla rivoluzione liberale, al completamento delle riforme federali, alla [...]
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"Ci sono regioni che sono relativamente in regola e altre che sono fuori regole. Se si taglia la spesa pubblica, si taglia la spesa dei ministeri ma bisogna tagliare anche quella delle regioni, e’ inevitabile".
Lo ha dichiarato a SkyTg24 il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. "La nostra manovra e’ molto piu’ morbida di quella che fanno in Germania e in Grecia e Spagna, che peraltro vivono un’altra situazione".
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"Se non vivessimo in un Paese dominato dall’ipocrisia, da un cupo conservatorismo e da furbizie politiche di corto respiro, le opinioni espresse oggi dal presidente Berlusconi dovrebbero suonare come un campanello d’allarme sullo stato reale della nostra democrazia".
Lo ha affermato il coordinatore del Pdl Sandro Bondi, riferendosi alle opinioni espresse dal presidente del Consiglio sull’attivita’ dei pubblici ministeri e sugli ostacoli che hanno rallentato l’approvazione del ddl sulle intercettazioni.
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"Per chi come me viene dalla politica e’ facile dire che serve un accordo con l’opposizione per fare le riforme. Lo auspicavo quando all’opposizione c’ero io e lo auspico adesso". Lo ha affermato il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, che ha sottolineato: "Questioni cosi’ importanti per il Paese si affrontano solo con un consenso il piu’ largo possibile e dunque e’ necessario il dialogo con le opposizioni".
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"Ormai e’ evidente, per cio’ che e’ successo ieri a Roma e a Milano, cosi’ come era gia’ accaduto negli anni passati, che c’e’ una strumentalizzazione delle manifestazioni per la celebrazione della Resistenza ad opera non di ’pochi imbecilli’ ma di precise correnti politico-culturali, per le quali si tratta dell’occasione per esercitare la ’damnatio’ di chi e’ di centrodestra". Lo ha affermato il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, che ha osservato:
"Allora, probabilmente, e’ venuto il momento, anche per ragione di ordine pubblico, che il 25 Aprile, nel futuro, sia celebrato nel modo piu’ pluralista possibile in modo tale che esponenti di governo, presidenti di regione, sindaci del centro-destra, che non hanno colpa alcuna da farsi perdonare, non vengano ritualmente sottoposti a questa prassi incivile, ripetuta ogni anno, di essere aggrediti e insultati da squadristi in camicia rossa. Purtroppo, evidentemente, non solo non c’e’ una storia condivisa, e cio’ fa parte del normale dibattito culturale, ma nemmeno una civilta’ della convivenza tra posizioni diverse che dovrebbero paradossalmente trovarsi insieme per celebrare una ricorrenza della conclusione di una guerra che ha, fortunatamente, restituito all’Italia la liberta’ e la democrazia".
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"Eravamo in pochi, nel Palazzo, a difendere Vittorio Feltri, che invece, e giustamente, riscuoteva totale consenso da parte degli elettori del Pdl. Ora tutti devono dare atto al direttore del Giornale di avere visto prima e bene sulla sostanza dei fatti".
Lo ha affermato Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. "Da questo punto di vista e’ per lo meno curioso che i pochi seguaci di Fini se la siano presa con Il Giornale. Feltri non ha alimentato, ma ha registrato e compreso i sentimenti e le ragioni del popolo del Pdl. Prendersela con lui e’ come accusare il termometro perche’ la febbre sta salendo. Semmai oggi e’ il momento di constatare che il termometro di Feltri funzionava e funziona benissimo".
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"Ho letto il documento della direzione del PdL e credo che garantisca il dissenso".
Lo ha affermato il presidente del Senato, Renato Schifani, a margine della sua visita a Torino per l’Ostensione della Sindone. "Un’altra cosa pero’ e’ affrontare il tema su come il dissenso possa trasformarsi. Se si trasforma in voti contrari in Parlamento allora vi sara’ naturalmente un tipo di problema. Ma se il dissenso resta all’interno degli organi collegiali, ma poi prevale la linea maggiormente condivisa su cui si allineano tutti i componenti del partito, allora credo che non dovrebbero esserci traumi nella maggioranza e nell’attivita’ del governo. Comunque staremo a vedere…".
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"Ho la sensazione che il Pdl sia nato definitivamente e completamnente attraverso il voto delle Regionali". Lo ha affermato il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, intervenendo alla direzione nazionale del Pdl. "Il partito c’e’. Un partito che che riesce a far votare anche quando non ha la lista, come e’ accaduto nel Lazio, e’ un partito forte e che puo’ vincere".
Matteoli ha parlato di "svolta epocale" nelle infrastrutture e’ ha detto che "non serve un rilancio del governo" perche’ questo esecutivo" ha affrontato tutte le grandi emergenze" prodotte dalla crisi: dalla vicenda Alitalia, alla crisi di Tirrenia e Trenitalia all’esplosione dei prezzi nel settore delle costruzioni. "Il Pdl ha tenuto e ha supportato il governo e questo ci ha consentito di affrontare i problemi".
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"Ci sono stati due documenti. Meno di cinquanta hanno espresso amicizia e solidarieta’ a Fini, che esprimo anch’io e che esprimono tutti, ma 74 hanno detto che in ogni caso non avrebbero lasciato il Pdl e io sono tra questi, pur mantenendo un rapporto amichevole e leale con Fini". Lo ha affermato il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che ha sollevato alcuni rilievi al presidente della Camera.
"Credo che se dall’inizio fosse stato chiaro il percorso, escludendo ogni scissione, si sarebbero evitate inutili fratture che stanno rompendo il percorso fino ad oggi comune di Alleanza Nazionale. Questo mi angustia molto. Mi sono fatto l’idea che questa vicenda, che porta alla frantumazione del Pdl e che torna utile alla sinistra ridotta ai minimi termini, fa anche in qualche modo sorridere gli alleati della Lega e poteva essere facilmente evitata"
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"Il progetto del Pdl e’ una scelta irreversibile, decisiva per costruire la democrazia bipolare nella quale le istanze e i valori del centrodestra hanno raccolto la maggioranza dei consensi degli italiani."
E’ quanto si legge in un documento, articolato in otto punti, firmato da 75 ex parlamentari di An ora nel PdL, tra i quali il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il presidente dei senatori Maurizio Gasparri, il coordinatore del PdL Ignazio La Russa, i ministri Altero Matteoli e Giorgia Meloni oltre ai parlamentari Filippo Berselli, Viviana Beccalossi, Egidio Digilio, Domenico Benedetti Valentini, Tommaso Foti, Achille Totaro, Giuseppe Valentino, Marco Zacchera, Domenico Gramazio, Mario Landolfi, Manlio Contento. Alfredo Mantica, Alfredo Mantovano, Cristiano de Eccher, Filippo Ascierto, Riccardo De Corato, Barbara e Filippo Saltamartini, Riccardo Migliori, Andrea Fluttero, Vincenzo Piso, Vincenzo Nespoli, Domenico Nania, Fabio Rampelli, Maurizio Leo, Antonio Paravia, Luigi Ramponi, Stefano Saglia.
Il documento sottolinea le "nette affermazioni elettorali" del PdL alle politiche del 2008 e nelle successive tornate elettorali, con risultati che rappresentano "un chiaro giudizio positivo sul governo guidato da Silvio Berlusconi. Pertanto, in ogni caso – siamo fermamente convinti che il PdL rappresenti una scelta giusta ed irreversibile. Vogliamo contribuire ulteriormente a rafforzare il PdL restando all’interno del partito".
Questi riconoscimenti
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Silvio Berlusconi sarà a Washington lunedì e martedì per il vertice mondiale sulla sicurezza nucleare. "In fondo – ha osservato il portavoce di Berlusconi e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti – il ruolo dell’Italia, con l’azione instancabile del presidente Berlusconi, e’ stato un po’ quello di levatrice di un processo di distensione che sta compiendo sempre nuovi passi in avanti".
Martedi’ 13 aprile Silvio Berlusconi fara’ il suo intervento ufficiale e avra’ un incontro bilaterale con il presidente brasiliano Lula.
Le conclusioni, alle 16 di martedi’, sono affidate a Barack Obama, con il pranzo di lavoro per l’approvazione del documento finale di un vertice che portera’ a Washington poco meno di 47 leader mondiali e i rappresentanti di Aiea e Ue.





